Scomodano Moro per giustificare il trattamento Ruby. E' solo odio

Andare a scomodare addirittura Aldo Moro per giustificare la cacciata di Karima, alias Ruby, da Maglie a suon di fischi, insulti e cartelli, è cosa da far cadere le braccia. Il suolo improvvisamente reso sacro dalla nascita dello statista evidentemente ospita discoteche in cui non vanno mai personaggi del mondo dello spettacolo, spesso discussi e discutibili, gente del “Grande Fratello” o delle Isole dei più e meno famosi. di Assuntina Morresi Ogni ora verrà pubblicato un intervento sul "linciaggio morale di Ruby, capro espiatorio dell'Italia neopuritana".
7 AGO 20
Immagine di Scomodano Moro per giustificare il trattamento Ruby. E' solo odio
Ogni ora verrà pubblicato un intervento sul "linciaggio morale di Ruby, capro espiatorio dell'Italia neopuritana".
Andare a scomodare addirittura Aldo Moro per giustificare la cacciata di Karima, alias Ruby, da Maglie a suon di fischi, insulti e cartelli, è cosa da far cadere le braccia.
Il suolo improvvisamente reso sacro dalla nascita dello statista evidentemente ospita discoteche in cui non vanno mai personaggi del mondo dello spettacolo, spesso discussi e discutibili, gente del “Grande Fratello” o delle Isole dei più e meno famosi. Là non si balla, non si beve. Piuttosto si tengono master in scienze politiche, dotte discussioni, importanti dibattiti, accompagnati da antipasti raffinati e drink rigorosamente analcolici. Forse per questo hanno contestato Karima.
Qualche anno fa è uscito un libro: “Ho dodici anni faccio la cubista mi chiamano principessa. Storie di bulli, lolite e altri bimbi”. Parlava di gente anche molto minorenne, era qualcosa fra il terrificante e l’avvilente, ma nessuno si indignò più di tanto. Non si riempirono le piazze e non si andò a vedere veramente cosa succedeva in tante discoteche. Ma nessuno si sarebbe sognato di cercare quella cubista dodicenne e i suoi compagni, anche con qualche anno in più, per insultarli.
Giovani vittime inconsapevoli? Non proprio, non solo. E a nessuno è venuto in mente neppure di andare a cercare per protestare o, peggio ancora, per aggredirli a male parole, i proprietari e i gestori di quei locali (saranno pure di qualcuno, no?), che minorenni sicuramente non sono. Eppure quelle pagine erano tanti pugni nello stomaco – altro che le intercettazioni di questi mesi – e leggerle faceva quasi male fisicamente. Ma nessuno si è mobilitato pubblicamente più tanto. Il “trattamento Ruby” però non è da tutti. E allora perché tanto odio per Karima? Perché quello per Silvio Berlusconi è tanto, è troppo, è tracimato e ha investito anche lei. Insomma: ben le sta, se l’è cercata. E intanto la piazza indignata del 13 febbraio, tace.
di Assuntina Morresi